Ci sono luoghi che non hanno bisogno di essere famosi per essere indimenticabili.
Salcito, piccolo borgo del Molise, è uno di questi. Un paese raccolto tra le montagne, lontano dai grandi flussi turistici, dove il tempo sembra avere ancora un ritmo diverso e dove l’identità di una comunità si percepisce appena si arriva nella sua piazza.
Ed è proprio qui che, giovedì 1 ottobre 2026, durante la quarta e ultima tappa della Transitalia Marathon, arriverà una carovana internazionale di motociclisti provenienti da 25 nazioni di tutto il mondo.
Sarà una giornata speciale.
Perché il 2026 segnerà una prima volta importante: il Transitalia Marathon attraverserà il Molise per la prima volta nella sua storia. Una regione che rappresenta perfettamente la filosofia del nostro viaggio: autentica, sorprendente, poco conosciuta e capace di regalare emozioni proprio quando meno te lo aspetti.
Il Molise che non ti aspetti
Dopo aver attraversato la Romagna, le Marche, salutato la Toscana, l’Umbria e le montagne dell’Abruzzo e del Lazio, la quarta tappa porterà i partecipanti sempre più a sud.
La strada cambierà ancora una volta volto.
Le montagne lasceranno spazio a vallate, piccoli centri, strade sinuose e panorami che raccontano un’Italia lontana dalle rotte del turismo di massa.
E poi apparirà Salcito.
Il paese, che conserva origini antiche e una storia legata alle vicende medievali dell’area del Trigno e del Biferno, è oggi uno di quei piccoli borghi che custodiscono silenziosamente la memoria del territorio.
Ma per noi non sarà soltanto una località da attraversare.
Sarà una sosta. Un incontro. Un saluto al Molise.
Una piazza, una stretta di mano, un’emozione
A Salcito il Transitalia Marathon si fermerà.
I partecipanti arriveranno nel cuore del borgo e, per qualche momento, il viaggio lascerà spazio alle persone.
Ci sarà l’incontro con il Sindaco, la Pro Loco e gli abitanti di Salcito, che accoglieranno la carovana internazionale.
E sarà proprio questo uno dei momenti più belli dell’intera quarta tappa.
Perché Transitalia Marathon non è soltanto chilometri, curve e panorami.
È soprattutto incontro con il territorio.
È arrivare in un piccolo paese e scoprire che, dall’altra parte dell’Italia o dall’altra parte del mondo, qualcuno ha preparato un sorriso per te.
È stringere la mano a una persona che fino a pochi minuti prima non conoscevi.
È sedersi in una piazza, guardarsi intorno e pensare che forse è proprio questo il motivo per cui siamo partiti.
Salcito dentro una grande storia
La quarta tappa del Transitalia Marathon sarà anche il momento in cui il viaggio inizierà a trasformarsi in un ricordo.
Alle spalle ci saranno già centinaia di chilometri, montagne attraversate, borghi scoperti, strade percorse insieme e amicizie nate lungo il cammino.
Davanti, ancora la strada verso Termoli, verso il mare Adriatico e verso l’arrivo finale sotto il Castello Svevo.
Ma prima di arrivare al mare ci sarà il Molise.
E prima di lasciare il Molise ci sarà Salcito.
Un piccolo borgo che, per una giornata, diventerà parte di una storia internazionale.
Quella di centinaia di motociclisti provenienti da 25 Paesi, arrivati in Italia per vivere un viaggio che non è soltanto un percorso, ma un’esperienza da condividere.
Salcito sarà il nostro modo di dire grazie al Molise.
Il 1° ottobre il Transitalia Marathon passerà da Salcito.
E per noi non sarà semplicemente un passaggio. Sarà un incontro.
Salcito, una storia che affonda le radici nel Medioevo
Prima ancora di accogliere i motociclisti del Transitalia Marathon, Salcito ha attraversato secoli di storia. Le sue origini vengono ricondotte all’epoca longobarda, quando il territorio era conosciuto come Salectu, probabilmente legato alla presenza di una “Sala” longobarda, un edificio destinato alla gestione delle rendite del territorio. Nel corso dei secoli il nome cambiò più volte, diventando Salicitum, Castrum Saliciti e poi Salceto, fino all’attuale Salcito.
Il borgo medievale venne profondamente segnato dal terremoto del 1456, uno dei più devastanti della storia dell’Italia centro-meridionale. Fu proprio dopo quella distruzione che Salcito rinacque, lasciando nuove testimonianze della propria storia. Tra queste spicca il Palazzo baronale, la cui costruzione è tradizionalmente collocata alla fine del Quattrocento, mentre il cuore più antico del paese conserva ancora il fascino delle sue architetture e dei suoi vicoli.
Nel corso dei secoli Salcito passò sotto il dominio di diverse famiglie feudali, tra cui i d’Evoli, i Di Capua, i de Regina e infine i Francone, che nel Seicento fecero del paese uno dei centri dei loro possedimenti molisani.
Ed è forse proprio questa storia, fatta di dominazioni, terremoti, rinascite e vita quotidiana, a rendere oggi Salcito così autentico. Un piccolo borgo arroccato sulle colline molisane, dove il passato non è soltanto qualcosa da raccontare, ma qualcosa che si può ancora incontrare lungo una strada, dentro un vicolo, davanti a una pietra antica.
Per i partecipanti al Transitalia Marathon sarà una breve sosta, ma anche un piccolo viaggio nel viaggio: perché arrivare a Salcito, prima di scendere verso Termoli, significherà salutare il Molise entrando per qualche istante nella sua storia più vera.







