Ci sono esperienze che si sommano. E poi ce ne sono altre che, quando si incontrano, cambiano il peso di un progetto.
Alla dodicesima edizione del Transitalia Marathon, in programma dal 28 settembre al 1° ottobre 2026 dopo i tre giorni del Transitalia Expo di Rimini, la regia dell’evento vedrà lavorare insieme Mirco Urbinati, Alessandro Masetti e Beppe Gualini.
Tre figure diverse per storia, percorso e competenze. Tre modi di conoscere la moto, il viaggio e l’organizzazione. Un’unica responsabilità: accompagnare il Transitalia Marathon lungo un’edizione che da Rimini arriverà fino a Termoli, attraversando una parte importante dell’Italia centrale e meridionale.
Tre esperienze, una stessa regia
Mirco Urbinati, ideatore del Transitalia Marathon nella sua formula moderna, organizzatore e titolare del marchio, ne segue da sempre ogni fase: dalla progettazione dei percorsi ai rapporti con i territori, dalla logistica alla sicurezza, fino alla gestione sul campo.
Accanto a lui opera da anni l’avvocato Alessandro Masetti di Roma, presenza consolidata nella macchina organizzativa del Transitalia Marathon e parte della regia che accompagna l’evento nelle sue fasi operative.
Nel 2026 a questa struttura si aggiunge Beppe Gualini, uno dei nomi legati alla storia italiana dei grandi rally e dei viaggi d’avventura.
Non si tratta semplicemente dell’ingresso di un nuovo componente nello staff. È l’incontro di tre esperienze che arrivano da percorsi differenti e che, proprio per questo, possono leggere lo stesso evento da punti di vista diversi.
Beppe Gualini, una vita fuori traccia

Il nome di Beppe Gualini appartiene a una stagione della moto e dell’avventura nella quale navigazione, capacità di adattamento e conoscenza del territorio erano elementi essenziali.
Dal 1983 al 1992 ha partecipato a dieci edizioni consecutive della Parigi-Dakar, oltre a numerosi rally africani e internazionali.
Nel 1985 viene selezionato per rappresentare l’Italia al Camel Trophy in Borneo. L’anno successivo passa dall’altra parte dell’organizzazione, occupandosi prima delle selezioni nazionali e internazionali e successivamente lavorando come scout alla ricerca di itinerari e prove per numerose edizioni del Camel Trophy nel mondo.
È inoltre l’ideatore del Camel Marathon Bike, progetto che portò sulle due ruote parte della filosofia delle grandi spedizioni internazionali.
Una carriera vissuta quindi in entrambe le direzioni: da partecipante e da organizzatore. Dalla moto guidata per migliaia di chilometri alla costruzione di esperienze destinate ad altri viaggiatori.
Mirco Urbinati, dodici edizioni costruite sulla strada
Se Gualini porta con sé la memoria e l’esperienza delle grandi spedizioni internazionali, Mirco Urbinati conosce ogni ingranaggio del Transitalia Marathon perché ne ha costruito l’identità contemporanea a partire dal 2015.
In dodici edizioni il progetto è cresciuto senza trasformarsi in una competizione.
Il principio è rimasto quello del viaggio: attraversare l’Italia in moto, utilizzare strade aperte al traffico, entrare nei territori senza limitarsi ad attraversarli e costruire un’organizzazione capace di lasciare al partecipante il senso dell’avventura senza lasciarlo solo.
Dietro questa formula ci sono anni di ricognizioni, tracce, rapporti con amministrazioni ed enti, logistica, assistenza, sicurezza e gestione di motociclisti provenienti da numerosi Paesi.
È un lavoro poco visibile dall’esterno, ma è quello sul quale si regge ogni chilometro del Transitalia Marathon.
Alessandro Masetti, esperienza e continuità nella struttura organizzativa

Accanto a Urbinati, Alessandro Masetti rappresenta una presenza ormai consolidata nella regia dell’evento.
Avvocato romano e motociclista, negli anni ha seguito il Transitalia Marathon dall’interno, condividendone organizzazione, responsabilità e sviluppo.
La sua presenza assume un valore preciso proprio all’interno di una manifestazione diventata progressivamente più articolata: un evento internazionale che attraversa più regioni e decine di territori richiede una macchina organizzativa capace di tenere insieme percorso, persone, regole, sicurezza e rapporti istituzionali.
Masetti porta in questo equilibrio la propria esperienza professionale e quella maturata direttamente sul campo.
L’alchimia tra competenze diverse
Il punto, però, non è mettere in fila tre curriculum.
È capire cosa può accadere quando queste esperienze lavorano allo stesso tavolo.
Urbinati, Masetti e Gualini arrivano da storie differenti ma condividono una conoscenza concreta della moto e dell’organizzazione. Conoscono ciò che accade prima della partenza, quando un evento esiste ancora soltanto sulle mappe e nei documenti. E conoscono ciò che succede dopo, quando quelle decisioni devono funzionare davvero sulla strada.
È qui che nasce l’alchimia.
Non dalla sovrapposizione dei ruoli, ma dalla loro complementarità.
Esperienza sul campo, conoscenza del Transitalia Marathon, organizzazione, visione del viaggio, capacità di affrontare l’imprevisto e attenzione alle persone diventano parti dello stesso sistema.
Per un evento come il Transitalia Marathon questo rappresenta un elemento di qualità, ma soprattutto di solidità.

Urbinati e Gualini appartengono a generazioni diverse della moto d’avventura, ma condividono lo stesso modo di intenderla: non soltanto partire, ma costruire le condizioni perché altri possano partire e vivere un’esperienza autentica. Entrambi hanno trasformato ciò che hanno imparato sulla strada in organizzazione, percorsi e progetti destinati agli altri.
Il Transitalia Marathon continua a crescere senza perdere la propria identità
La dodicesima edizione arriva in un momento importante della storia del Transitalia Marathon.
Dal 28 settembre al 1° ottobre 2026 il viaggio partirà da Rimini e raggiungerà Città di Castello, Cascia, Castel di Sangro e Termoli, attraversando territori molto diversi tra loro e portando ancora una volta sulla strada motociclisti provenienti da numerosi Paesi.
Cambiano i percorsi. Crescono i progetti. Aumentano le responsabilità.
Rimane però un principio che ha accompagnato il Transitalia Marathon fin dall’inizio: l’avventura deve essere vera, ma non deve mai significare abbandono.
Nel 2026 questo principio avrà alle spalle tre uomini con esperienze differenti e una stessa responsabilità.
Mirco Urbinati. Alessandro Masetti. Beppe Gualini.
Tre storie di moto e organizzazione che, per qualche giorno, seguiranno la stessa traccia.
E dietro quella traccia ci sarà la regia del Transitalia Marathon 2026.







