Diario di viaggio 2015

Partenze Transitalia Marathon 2015

Foto di Francesco Pelosio

TAPPA 1

TAPPA 2

TAPPA 3

 

Attimi Transitalia Marathon 2015

 

Diario di viaggio di Motociclismo All Travellers

Foto e testi di Mario Ciaccia “Motociclismo All Travellers”
1 (1)Transitalia Marathon: la riedizione turistica di un famoso rally a tappe degli Anni 80 e 90, dove correvano anche i Dakariani. Si è svolto dal 1 al 3 ottobre 2015 ed è stato un continuo e interminabile susseguirsi di passi e scavalcamenti di montagne appenniniche, da Rimini a Campo Imperatore (AQ), per circa 700 km misti strada/fuoristrada. In foto l’uscita dal Pian di Cascina, verso L’Aquila. Servizio su Motociclismo FUORIstrada di dicembre 2015. Foto Mario Ciaccia.

 

 

2Transitalia Marathon 2015. Ultimamente la salute non aiuta Mario Ciaccia: questa volta un virus intestinale lo ha bloccato a Milano fino alle 10 di mattina del 1 ottobre, quando la partenza era a Rimini alle 12.30. E col DR-Z, in autostrada, la Milano-Rimini non la fai in due ore e mezza. E’ quindi entrato nel percorso solamente alle 16, ultimissimo e con un beffardo colpo della strega. Il primo punto interessante è stato Coriano, il paese che vive nel culto del compianto pilota Marco Simoncelli. Avete visto gli ultimi due cartelli dal basso? Foto Mario Ciaccia.

 

3Transitalia Marathon 2015. I primi sterrati portano verso Montescudo (RN). La prima tappa misura 160 km ed è dichiarata facile, ma piove forte e ciò non è bello. Ciaccia, essendo da solo e ultimissimo, non può che ricorrere alla triste arte del fotografare la moto posteggiata.

 

 

 

4Transitalia Marathon 2015. Si entra nelle Marche, nella regione del Montefeltro, bella e misteriosa. Per ora c’è molto asfalto e poco sterrato, ma il paesaggio è bellissimo e in giro non c’è anima viva. Piove, mondo ladro. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

5Transitalia Marathon 2015. Verso Macerata Feltria (PU) il percorso diventa prevalentemente sterrato, molto scorrevole nonostante stia piovendo. Lo stesso anche verso Mercatello sul Metauro. Si tratta di una regione a metà tra la collina e la montagna, poco frequentata e per questo intrigante e persino inquietante. Ad esempio, non è raro trovare antichi villaggi abbandonati e decadenti. Foto Mario Ciaccia.

 

 

6Transitalia Marathon 2015. Alle 19 siamo ancora a Mercatello sul Metauro (PU) ed arriva la notte. La parte più spettacolare della prima tappa è il tracciato di una prova speciale del vecchio Rally del Titano, dentro una foresta che sale da Mercatello sul Metauro alla Bocca Serriola, al confine tra Marche e Umbria. Siamo sui 700 m d’altezza e, questa volta, il fondo soffre la pioggia. Abbiamo così pozzangherone, canali fangosi, piccoli gradini viscidi. Per la monocilindrica di Ciaccia è una goduria, per le grosse bicilindriche passate di qui qualche ora fa no. Chi si aspettava una tappa facile si incazza, chi temeva una tappa noiosa è felice. Come notturna, però, è molto pericolosa: Ciaccia rischia di investire 3 daini, una lepre, un’istrice e, soprattutto, 11 cinghiali, comprese madri e figli. Alle 22 arriva a fine tappa (Pietralunga, PG) e pensa di essere l’ultimo, invece dietro di lui ci sono tre che si sono persi e che arriveranno a mezzanotte. Foto Mario Ciaccia.

 

7Transitalia Marathon. Partenza della seconda tappa, la Pietralunga (PG) – Leonessa (RI) da 280 km, che prevede il superamento di 8 tra passi e montagne. Molto facile e scorrevole, si gusta come un vero e proprio viaggio. Tanto Pietralunga quanto Leonessa sono piccoli centri di origine medioevale raggiungibili solo con stradine lunghissime e tortuose. Questo le rende faticose nel vivere quotidiano, ma suggestive se usate come sedi di fine tappa. All’epoca il Rally del Titano, divenuto poi Transitalia Marathon, era ideato e organizzato da Riccardo Taroni. La versione attuale invece è frutto della mente di Mirco Urbinati, ex pilota di motorally, che vediamo sbracciarsi in foto. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

8Transitalia Marathon 2015. I primi 40 km della seconda tappa, fino al valico della Scheggia, sono tutti così: una sterrata ondulata, divertente, che attraversa una regione collinare posta poco a nord di Gubbio. Il cielo è scuro e minaccia pioggia. Foto Mario Ciaccia.

 

 

9Transitalia Marathon 2015. Sono in molti ad amare il carattere dei motori Harley-Davidson e la guida in fuoristrada, ma pochi si fanno una Harley da fuoristrada e praticamente nessuno se la fa così bella. Questa è la Big Pucci di Giuseppe “Pucci” Grossi, sei volte campione italiano di rally in auto su sterrato. Ovviamente lui la guida di traverso. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

10Transitalia Marathon 2015. Può sembrare assurdo finire in un fosso in pieno rettilineo, ma non se questo è preceduto da una fangaia dalla quale esci con la moto di traverso… contro la tua volontà. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

11Transitalia Marathon 2015. Non è una gara. Si fanno queste cose per divertirsi a guidare gustando panorami spettacolari. La pioggia quindi la si può sopportare (e a 30 km dal via s’è rimesso a piovere), la nebbia no perché impedisce di guardare i paesaggi, anche se rende i boschi suggestivi. La doppia salita al Monte Cucco passa così: pioggia, nebbia e 11 gradi. Panorama zero. Il tipo col triplo faro è ancora Pucci Grossi con la sua grossa Pucci motorizzata Harley. Foto Mario Ciaccia.

 

12Transitalia Marathon 2015. A 100 km esatti dalla partenza, salendo sul Monte Serrasanta, finalmente smette di piovere e la nebbia se ne va. E’ fatta! Finalmente vedremo un paesaggio! Il Serrasanta, alto 1.420 m, è il monte che sovrasta Gualdo Tadino (PG). E’ qui che sgorga l’acqua Rocchetta. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

13Transitalia Marathon 2015. Frustration. A quota 1.200 m, il Monte Serrasanta si presenta come il Monte Cucco: nebbia e panorama negato. Ma che servizio osceno pubblicheremo su FUORI? Solo foto di moto nella nebbia o di DR-Z posteggiate? Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

 

 

14Transitalia Marathon 2015. New Illusion. Scendendo a Gualdo Tadino esce il sole, rendendo finalmente giustizia alla bellezza di questo lunghissimo percorso. Al km 136 scolliniamo sul Monte Cerecione, alto 970 m. Sterro rosso, foreste fino all’infinito, la vita è bella. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

16Transitalia Marathon 2015, sul Monte Pennino, a metà della seconda tappa, finalmente la nebbia se ne va anche in quota e si può godere il bel panorama di Marche e Umbria. Ecco un gruppo che si ferma sul prato, a 1.500 m di quota, per fare all’amore. Poi si scende a Colfiorito, che è un po’ un altopiano della Mongolia e vengono presi d’assalto il distributore di benzina e l’annessa trattoria: questa tappa è un vero viaggio, una traversata di montagne, non c’è un tratto noioso, ogni volta che finisce una discesa inizia una salita e si è curiosissimi. Foto Mario Ciaccia.

 

17Transitalia Marathon 2015, riecco la nebbia ma tanto ormai siamo contenti lo stesso. Questo è Montecavallo, ovvero il sesto “scavallo” montano, a 190 km dalla partenza della seconda tappa. Il motociclista in foto ha raccontato che da giovane sognava di fare il Titano, ma non l’ha fatto e manco ha preso la moto, poi passati i 50 ha saputo del Transitalia Marathon e allora ha colmato la lacuna e s’è comprato una KTM 690 apposta. Foto Mario Ciaccia.

 

 

18Transitalia Marathon 2015. Quando avvistiamo Preci, avvistiamo anche i Sibillini. Il monte lassù a sinistra è il Cardosa, 1.818 m e separa Preci da Visso. Qui passavano sia il Titano sia il Rally dell’Umbria, è zona selvaggia e piena di sterrati in ogni dove. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

19Transitalia Marathon 2015. Settima montagna della giornata, quella di Civita, alta circa mille metri sul mare: è anche il primo tratto “hard” della giornata, bypassabile su asfalto. Si tratta di un salitone ripido ma dal fondo buono, fattibile anche dalle maxienduro ma non se guidate da principianti. Il tipo in foto è Fabrizio Romanelli del PistaMunno: è qui per fare la scopa, ma nell’ambiente fuoristuristico è noto per avere inventato il Moto Orientamento, ovvero la gara a chi attraversa l’Italia coast to coast facendo meno km possibile. Foto Mario Ciaccia.

 

20Transitalia Marathon 2015, passaggio obbligato per il centro di Norcia. Il Comune ha offerto salumi in piazza a tutti i partecipanti ed ha concesso di passare in moto per lo struscio pedonale. Per salvaguardare la sicurezza dei pedoni, però, ha imposto un limite di 170 km/h. Il tipo in foto è nuovamente Fabrizio Romanelli che, non sappiamo perché, lo struscio ha voluto farlo rubando un’Africa Twin e non la sua propria moto personale. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

 

21Transitalia Marathon 2015. Si lascia Norcia alla volta di Cascia, appena in tempo: ci giriamo ad ammirare la bellissima cittadina umbra e la vediamo colpita da un raggio laser arcobalenato. Oggi, di Norcia non esiste più un solo mattone. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

22Transitalia Marathon 2015. Fine tappa in Lazio, a Leonessa (RI), incantevole cittadina medioevale posta in mezzo ai monti, a 900 m di altezza. Cosa può aspettarsi un endurista a fine tappa? Ma le majorette in piazza, no? Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

23Transitalia Marathon 2015, Leonessa, partenza della terza tappa: 220 km e 9 salite, con pezzi più tecnici rispetto alla seconda tappa. Se siete commossi dalla silhouette della ragazza all’estrema destra, sappiate che è Miss Alto Lazio. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

24Transitalia Marathon 2015, per la terza tappa decidiamo di fare coppia con il fotografo ufficiale, detto il Bulldozer romano (da non confondere con il Bulldozer Romano che insegna ai TTT). Il risultato è che lui mi impallerà tutte le foto. No, scherzo.
Al Briefing, Mirco Urbinati, che è il Thierry Sabine del Transitalia, annuncia dei guadi lunghi, profondi e insidiosi, con canali di legno messi di traverso. Ma i guadi sono quasi tutti in secca… Foto Mario Ciaccia.

 

 

25Transitalia Marathon 2015. Dopo avere passato le Gole del Velino, si attacca l’ennesimo, stupendo altopiano, quello di Piscignola (RI). La moto in foto è una replica della Suzuki DR800 Big di Gaston Rahier. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

26Transitalia Marathon 2015, seconda asperità: il Monte Cinno, bellissimo. Al briefing Mirco Urbinati aveva annunciato: “Siete tutti miei figli” e poi ci aveva promesso morte sicura sulla discesa sabbiosa che adduce al Pian di Cascina. Ma ha piovuto, la sabbia lega bene e il Bulldozer romano se la fa tranquillamente con la sua BMW GS Adventure. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

 

 

27Transitalia Marathon 2015, terza tappa, traversata del Pian di Cascina. Gli Appennini hanno questa cosa rispetto alle Alpi: gli altopianetti nascosti tra le montagne. Ce ne sono tantissimi e ogni volta sono una sorpresa. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

28Transitalia Marathon 2015. Anche l’organizzazione più impeccabile può essere fallace, se l’uomo messo sul bivio tra hard e soft manda tutti dentro l’hard. Al briefing, Terror Urbinati ci ha promesso una discesa terribile nella traversata del Monte Gelato. Ripida e sassosa. Per evitarla c’è una strada asfaltata che passa per Termine (AQ). Ed evitarla è facile: nota sul road book, traccia sul GPS e uomo messo ad hoc sul punto X. Solo che lui toppa clamorosamente e manda tutti sul pezzo difficile, spiegando che il bypass è dopo. E così tutti, principianti con 1.200 cc compresi, vanno allegramente al fronte. In realtà il pezzo più difficile non è la discesa, ma la salita, però c’è un’efficentissima compagnia della spinta e nessuno finisce nei guai. Foto Mario Ciaccia.

 

29Transitalia Marathon 2015, ecco la terribile discesa del Monte Gelato, che plana direttamente su Cagnano Amiterno (AQ). In realtà non è terribile, ma il bello del Transitalia è che è alla portata di chi ha iniziato da poco… e che discese così non le gradisce molto. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

 

 

30Transitalia Marathon 2015, la traversata del doppio altopiano di Pizzoli ci stupisce per la presenza di vegetazione mediterranea. Si respira l’imminente arrivo al mare, anche se in realtà il mare dista 60 km in linea d’aria e in mezzo c’è una montagna alta 6.000 metri. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

31Transitalia Marathon 2015. Da Capitignano si sale al lago di Camposto con una salita che farebbe la gioia di qualunque ciclista malato di pendenze: 3,5 km al 13,5%. Ma siamo in moto, niente gloria per noi, solo tanto divertimento. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

32Transitalia Marathon 2015, siamo sul Gran Sasso e questo sopra Paganica è l’ultimo sterrato di questa bellissima tre giorni. Adesso il finale è su asfalto, ma paesaggisticamente è da urlo. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

33Transitalia Marathon 2015, ennesimo altopianetto-sorpresa, di quelli che fai una salita, fai una curva e ti ci trovi in mezzo. Questo è sul Gran Sasso, si chiama Prato Fonno ed è a 1.370 m sul mare. Foto Mario Ciaccia.

 

 

34Transitalia Marathon 2015. Campo Imperatore, il Gran Finale. Anche se non sembra, in questa foto ci sono tre moto. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

 

35Transitalia Marathon 2015: questa galoppata attraverso gli Appennini ci ha fatto scoprire tanti piccoli altopiani, ma quello finale è uno dei più famosi d’Italia, Campo Imperatore, ai piedi del Corno Grande, l’unico Ottomila italiano. No, dai, è alto 2.914 m. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

 

 

 

36Transitalia Marathon 2015, la meta finale è Campo Imperatore a quota 2.130 m, dove le stellate sono meravigliose e dove si trova l’osservatorio. Le due Guzzi elaborate da Birbes sono arrivate in fondo, come la Harley di Pucci Grossi e come 95 moto su 120 partite da Rimini. Il quarto motore della nostra piccola DR-Z ha compiuto 50.000 km. Foto Mario Ciaccia.

 

 

 

37Transitalia Marathon 2015. Sapore di Hardalpitour: l’albergo che sorge in cima a Campo Imperatore è stato progettato da Vittorio Bonadé Bottino, lo stesso delle torri cilindriche del Sestriere, sede di arrivo della Hardalpitour. L’albergo è famoso per essere stato la prigione di Mussolini nel settembre ’43. Oggi è un posto inquietante, perché è conciato malissimo e non si trova chi lo voglia mettere a posto. Potrebbe essere che noi del Transitalia siamo state le ultime persone ad avervi dormito. Foto Mario Ciaccia.

 

38Transitalia Marathon 2015. La mente del tutto, Mirco Urbinati, a fine fatica appariva rilassato. Come per tutta la manifestazione. Eppure ha messo su una cosa enorme, che avrebbe potuto andare male in tanti modi. Bravo Mirco! Qui siamo nella stanza da letto riservata allo staff e ai fotografi. Foto… Boh? Chi l’ha fatta?

 

 

 

 

—————————————

La mia Transitalia Marathon by Gianluca – IKE-GS

 

—————————————-

Passaggio a Coriano by Angelo Santoni